una volta, tantissimi anni fa, ho conosciuto un uomo che mi ha fatto perdere la testa. L’amore? non lo so. Era alto, bello e affascinante, proprio come nelle favole. Abbiamo provato a costruire una vita insieme, mattone dopo mattone, come si fa nelle migliori storie. Poi io ho capito che non era amore, o che non ero fatta per quell’amore, o che ero solamente sbagliata, io. E sono scappata via da tutto ciò che mi sembrava importante, dalle regole e dalle convenzioni, dalle abitudini e dalle catene. Ed ho provato a vivere una vita tutta mia. All’inizio sembrava tutto perfetto, poi al mio primo viaggio estivo un po’ più lungo, in cui ha capito che veramente mi aveva persa, ha tentato di legarmi a sè in mille modi.
Ed è cominciato l’incubo. Luglio e agosto da star male.
Non passa giorno, non passa momento, non passa attimo senza un segno da parte sua, per farmi sapere che c’è, per farmi sapere che è ancora lì per me. E mi sta logorando, piano piano, come l’acqua erode le rocce. Ed io sto piano piano scomparendo, e sto rovinando tutte le cose belle che mi sono capitate nel frattempo nella vita.
Ma adesso ho detto basta. Comincia la mia rinascita. e finché non metterò a posto tutti i pezzi del mio puzzle, e finché non sbroglierò tutte le matasse non ci sarà nient’altro. Né piccoli uomini né ragazzini capricciosi come oasi di pace e serenità. Perché, prima di tutto, la serenità deve stare dentro me stessa, altrimenti si rischia solo di rovinare tutto. Ed io non voglio rovinare nulla, anzi.
